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31.07.2013 -  Ricorso Ex Villa Scassi 

Cari Colleghi

Come molti di Voi già sapranno il 30 luglio è stata emessa la sentenza in merito al ricorso che alcun colleghi dell’ex azienda Villa Scassi hanno fatto nei confronti dell’accordo stipulato nel luglio 2010 tra le OO.SS. e l’Azienda Asl 3. Il ricorso E’ STATO RIGETTATO, pertanto il residuo del fondo di posizione pari a circa € 1.200.000,00 verrà ripartito tra i colleghi che alla data del 30.06.2008 erano dipendenti della ASL 3 Genovese e ai dirigenti assunti dopo tale data presso l’Ente.

Partendo dal presupposto che l’accordo sindacale non rappresentava una vittoria per la categoria, ma era comunque, a mio avviso, la miglior soluzione che si potesse trovare in quel frangente, vorrei fare alcune precisazioni per sgomgrare il campo da dubbi e polemiche. La Cimo, come molti di Voi sapranno, ha partecipato attivamente sia alla stesura dell’accordo e ha,  con coerenza, continuato a sostenere la propria posizione, anche in sede giudiziale, a differenza di altri che hanno scelto una posizione “pilatesca” per non compromettersi e non contraddire gli iscritti dei differenti ambiti.

Situazione storica :

1)       la legge 47/2007 di riordino del SSR prevedeva uno stravolgimento della situazione ospedaliera e territoriale regionale e l’accorpamento da parte di ASL 3 dell’ex azienda Villa Scassi ne rappresentava un passaggio ( non voluto da nessuno ma imposto dalla Regione e pertanto da subire)

2)       A seguito dell’avvenuto accorpamento  sussistevano difformità in ordine alla graduazione degli incarichi dei dirigenti medici e veterinari della ex ASl 3 e dell’ex A.O. Villa Scassi, conseguenti alla diversa evoluzione storica e gesionale degli istitui contrattuali e delle risorse disponibili nell’ambito delle rispettive Aziende

3)       In particolare il valore degli incarichi assegnati ai dirigenti medici e veterinari del’ex A.O. Villa Scassi risultano nella maggior parte dei casi inferiori ai corrispondenti incarichi della ASL 3  a parità di complessità degli incarichi stessi

4)       La Regione indicava chiaramente che nelle aziende che si andavano ad accorpare le posizioni dei singoli dirigenti medici dovevano rimanere immutate fino al 31.12.2008. Contestualmente si stabiliva che in caso di discrepanza tra le posizioni l’Azienda ASL 3 a partire dal settembre 2008 avrebbe dovuto, insieme alle OO:SS: studiare dei meccanismi che gradualmente, nel tempo, portassero ad una uniformità di trattamento.

Pertanto l’accordo tanto discusso e bistrattato, si basava su questi presupposto e nell’arco di 2 anni ( A PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2011) le posizioni sarebbero stati UNIFICATE : cioè TUTTI UGUALI…..

Per fare questo è stato necessario abbassare gradualmente lo stipendio di posizione e di risultato degli EX ASL 3 mentre contestualmente lo stipendo di posizione e di risultato degli EX VILLA SCASSI AUMENTAVA. Per giungere a questo livellamento senza incidere in modo brutale sulle quote degli EX ASL 3 si è scelto un percorso a scaglioni che prevedeva che :

Ø       a partire dal 1 gennaio 2009 la posizione variabile aziendale del dirigente che risultava in possesso della retribuione di posizionie inferiore  rispetto al dirigente in possesso di pari incarico aziendale in possesso della retribuizone di posizione d maggior entità, sarebbe stato incrementato del 50% della differenza delle due posizioni, e

Ø       a partire dal 1 gennaio 2010, la retribuzione di posizione è equiparata

A titolo esemplificativo :

stipendio posizione

EX ASL 3

EX Villa Scassi

Anno 2008

10

5

Anno 2009

8,75

6,25

Anno 2010

7,50

7,50

Bisogna però fare un'altra precisazione : IL FONDO PER LA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DEGLI EX ASL 3 NON VENIVA TOTALMENTE DISTRIBUITO NEL CORSO DELL’ANNO MA SI GENERAVA UN RESIDUO CHE, COME DA CONTRATTO, SI RIBALTAVA SUL FONDO DI RISULTATO DELL’ANNO SUCCESSIVO. In parole povere, per continuare con l’esempio di sopra, se la posizione in busta paga di un ex asl 3 era 10, in realtà avrebbe dovuto essere 15 e tale differenza andava a costituire i residui dei fondi di posizione. L’accordo stabiliva anche che nel corso del biennio nel quale si verificava l’allineamento i residui del Fondo di Posizione delle rispettive annualità 2009 e 2010 vengono assegnati ai dirigenti della ex Asl 3 che risultavano dipendenti della asl alla data del 30.06.2008.

A partire quindi dal 1 gennaio 2011 anche tali residui sono distribuiti omogeneamente tra i dipendenti delle due ex aziende, ormai equiparati in tutto e per tutto.

In pratica in questo accordo gradualmente un gruppo vedeva diminuire il proprio stipendio e l’altro gradualmente lo vedeva aumentare, fino ad arrivare dopo due anni, all’equiparazione…. Da un punto di vista sindacale quest’accordo non è certo soddisfacente, sarebbe stato molto bello poter allineare tutto alla fascia più alta, senza che nessuno ci andasse a rimettere. Purtroppo non sono stati assegnati nuovi fondi da parte della Regione o dell’Azienda per poter rimpinguare le casse e pertanto ci siamo dovuti “arrangare” e trovare un compromesso che ci permettesse di iniziare a distribuire nel 2010 almeno parte dei fondi della dirigenza che altrimenti sarebbero rimasti bloccati.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e, spero anche in questa situazione, di aver dimostrato la coerenza e la chiarezza del sindacato che sono state messe a dura prova da una situazione difficile e non certo scelte dalla categoria.

Cari saluti

Floriana Petrogalli

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26.07.2013 - SINTESI DELL’INCONTRO TENUTOSI PRESSO LA SEDE DELLA REGIONE LIGURIA SUL SEGUENTE ARGOMENTO:

Emanande linee d’indirizzo e schema tipo di Regolamento transitorio nelle Aziende ed Enti del S.S.R. per l’attività libero-professionale intramuraria

Alla presenza di: Assessore Regionale alla Sanità (C. Montaldo),  Direttore Generale del Dipartimento Sanità della Regione Liguria (F.Quaglia),  Direttore dell’ARS (F.Bonanni)

Il Dott. F. Quaglia introduce l’incontro ricordando i punti salienti del c.d. Decreto Balduzzi ai quali la Regione deve necessariamente adeguarsi:

Creazione di una infrastruttura di Rete per il collegamento tra gli Enti e le Aziende, da una parte, e le singole strutture  nelle quali vengono erogate le prestazioni di attività libero-professionale (l.p.), dall’altra parte, per la totale tracciabilità in tempo reale delle operazioni di prenotazione e di inserimento-dati relativi ai pazienti visitati, all’impegno orario del professionista ed al pagamento delle prestazioni

- Totale tracciabilità dei pagamenti delle prestazioni che potranno essere effettuati con tutte le modalità attualmente in uso (contanti, assegni, POS, ecc…); sulla modalità di pagamento in contanti (inizialmente non prevista) abbiamo registrato la sensibilità della Regione nell’agevolare gli assistiti negli aspetti pratici

L’attività intramoenia c.d. “allargata” non potrà essere svolta presso studi professionali nei quali, accanto a professionisti dipendenti in regime di esclusività o convenzionati con il SSN, operino anche professionisti non dipendenti o non convenzionati con il SSN ovvero dipendenti che non operino in regime di esclusività

- La spesa per l’acquisizione della necessaria strumentazione per il collegamento in Rete, di cui sopra, sarà a totale carico del titolare dello studio

Ogni Azienda demanderà alla Commissione paritetica aziendale la verifica della corretta attuazione dell’attività l.p. in regime i.m. e la Regione istituisce l’Osservatorio Regionale sulla l.p.

Trattenuta, dal competente Ente o Azienda, di una quota, oltre a quella già prevista dalla vigente normativa, di una somma pari al 5% del compenso del professionista per essere vincolata ad interventi di prevenzione ovvero volti alla riduzione delle liste d’attesa

- L’attuazione di quanto sopra sarà oggetto di un programma sperimentale che verrà verificato entro il 28 febbraio 2015

Si apre il confronto con le parti sindacali ed i rappresentanti della CIMO (G.Cecchini, F.Petrogalli e P.Calisi) sono intervenuti con chiarezza e  determinazione nell’esporre le  criticità delle Linee Guida e dell’allegato Schema-tipo di Regolamento Transitorio proposto dalla Regione Liguria, proponendo le necessarie correzioni che sono tutte state accettate dalla controparte. Grazie anche al consenso delle altre sigle sindacali sono state ottenute le seguenti modifiche/correzioni/integrazioni: 

Erogabilità anche della prestazioni richieste in regime d’urgenza da parte dei MMG sul ricettario nazionale nel caso in cui il paziente preferisca autonomamente e liberamente rivolgersi ad un professionista di sua scelta e fiducia invece che prenotare la prestazione presso il CUP (art.5 c.2)

- Espletamento delle prestazioni anche nelle giornate di sciopero qualora il professionista non abbia aderito allo stesso e nelle giornate non oggetto di eventuale congedo ex-lege art.4 L.104/1992 qualora il professionista ne abbia diritto (art.5 c.4) 

Espletamento dell’attività i.m. non solo in discipline equipollenti a quella di appartenenza ma anche  in discipline diverse previa autorizzazione del Direttore Generale sulla base di idonea documentazione in linea con quanto già previsto per i dirigenti medici e veterinari del dipartimento di prevenzione (art.7 integrato come da art. 16 c.5)

Possibilità di registrazione immediata della prenotazione sul sistema informatizzato dell’Azienda a seguito di accesso fisico, telefonico o telematico non solo da parte del richiedente tramite CUP ma anche direttamente da parte del medico su richiesta dell’assistito.

Su quest’ultimo punto, di importanza cruciale per il mantenimento del rapporto fiduciario tra il paziente ed il professionista, alla base della libera scelta su cui si fonda l’attività intramoenia, la CIMO ha insistito notevolmente e ripetutamente per ottenere il parere favorevole della Regione inizialmente orientata verso la sola modalità di prenotazione attraverso il CUP da parte dei richiedenti. Tale comportamento compatto e determinato dei nostri rappresentanti nel perseguire gli obbiettivi di rilievo per la nostra categoria, oltre che di pregnante interesse per i cittadini, ci ha gratificati per i risultati ottenuti nel confronto odierno, sottolineando la significatività del nostro lavoro di squadra. Abbiamo infine richiesto che al più presto vengano autorizzate le sperimentazioni sulle piattaforme digitali disponibili nella Aziende che si dichiareranno pronte.

Dott. Giulio CECCHINI - Dott.ssa Floriana PETROGALLI - Dott.ssa Pasqualina CALISI

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16.07.2013 - OSSERVAZIONI SU ORARIO DI LAVORO e PASSAGGIO DI FASCIA 5 ANNI

Cari colleghi, 

riteniamo che un’attività sindacale utile per la categoria sia basata sulla trasparenza e chiarezza nel agire e nel informare. Noi non abbiamo dubbi sugli obiettivi e  sulla strada da seguire, ma siamo sinceramente preoccupati per le condizioni in cui si trova la categoria che viene troppo spesso “abbagliata” da notizie imprecise e tendenziose. Fornire notizie incomplete rappresenta, a nostro avviso, solo uno strumento demagogico che danneggia tutti i dirigenti. A questo proposito vogliamo invitarvi a riflettere su due argomenti che spesso sono oggetto di “gossip” e precisamente tempo di lavoro (WT) e passaggio di fascia dei cinque anni.

1)     Alcune sigle sindacali hanno contattato il Ministro Lorenzin (ottenendo per altro risposte vaghe e generiche), chiedendo di equiparare l’Italia agli altri stati Europei, correggendo pertanto i contratti e le leggi nazionali, in modo che i camici bianchi non facciano più di 48 ore settimanali e siano obbligati a riposare per almeno 11 ore su 24. La normativa europea, che sancisce e regolamenta l’orario di lavoro, stabilisce anche i necessari riposi per il recupero biologico, incanalando così l’attività lavorativa del medico su rigidi binari che scandiscono le ore dedicate al lavoro e quelle destinata al riposo.  A questo punto vorremmo ricordare a tutti che l’attività intramoenia (anche quella svolta nel proprio studio ed anche i cosiddetti “gettoni”) è considerata al pari dell’attività istituzionale e, pertanto, sottoposta alle stesse regole. In pratica, se uno di noi deve svolgere un turno di guardia notturna, lo stesso pomeriggio (cioè durante  le ore che precedono l’inizio del turno) non potrà svolgere attività intramoenia, perché tra le visite in studio e la ripresa dell’attività non intercorrono un numero di ore sufficienti ... Per lo stesso motivo non potrà svolgerla nemmeno il pomeriggio successivo, perché quella giornata è considerata dedicata al recupero biologico… Quindi una domanda sorge spontanea…quando potrà essere svolta? Vale la pena ,per uniformarci all’Europa, di limitare ulteriormente la nostra libertà di azione ? Preciso che in questo accordo si parla dell’orario, ma non mi pare si accenni all’eventuale parificazione economica. Il nostro orario di lavoro è  stabilito dal contratto di lavoro e, ulteriormente precisato dall’accordo siglato in Regione nel dicembre 2009 dove si chiedeva alle  Aziende si svolgere una verifica trimestrale per evidenziare le situazioni di eccedenza e attivare una sostanziale e strutturale programmazione del lavoro per evitare il verificarsi di tale fenomeno. Inoltre si precisava che le ore lavorate non dovevano essere in alcun modo cancellate  …QUESTA  E’ L’UNICA STRADA DA SEGUIRE

LA CIMO NON VUOLE CHE VENGANO POSTI ULTERIORI PALETTI ALLA CATEGORIA, MA SI BATTE AFFINCHE’ LE AZIENDE RISPETTINO GLI ACCORDI GIA’ PRESI.

 Affermare che i medici non devono svolgere più di 48 ore settimanali, (TENIAMO PRESENTE CHE IL NOSTRO CONTRATTO stabilisce un orario di 38 ore settimanali comprensive dell’aggiornamento) è solo un auto gol. In sintesi finiremo come i camionisti che per rispettare il rapporto tra  le ore di guida e le ore di pausa sono costretti a fermarsi  per una notte a 50 Km da casa…. Dopo una settimana di viaggio.

2)     Per quanto riguarda il passaggio di fascia dei colleghi che hanno compiuto cinque anni di anzianità, (come peraltro avevo già precisato) durante una riunione, l’assessore ed Il dr. Bonanni hanno dimostrato disponibilità verso i colleghi… Ma questo non significa che tra breve avverrà il pagamento… Allo stato attuale si tratta di un’affermazione decisamente avventata e forse utopistica. Inoltre bisogna ben precisare che cosa la Regione e di conseguenza le aziende sono intenzionate a pagare (Indennità di posizione ma ... soprattutto indennità di esclusività che rappresenta la parte interessante..) A nostro avviso sarebbe opportuno che i colleghi interessati procedano attraverso un percorso preciso che si articola in vari passaggi:

- Ottenere una valutazione positiva del proprio operato con parete del direttore di struttura complessa e successivamente responso positivo da parte della apposita commissione (idoneità giuridica)

- Far valere la valutazione positiva per ottenere incarichi superiori, evidenziando il proprio percorso formativo svolto all’interno dell’azienda delineando nel corso dei cinque anni la propria specializzazione  nei differenti settori

- Utilizzare quanto sopra esposto per ottenere il pagamento sia della posizione (variabile aziendale ) che l’indennità di esclusività

Vorremmo precisare che in data 26/6/2013 presso il Tribunale del lavoro di Cuneo e stato rigettato il ricorso presentato da un collega radiologo. Questa sentenza non è l’unica e comunque rappresenta un precedente importante di cui dobbiamo tenere conto prima di stappare lo champagne.

Questa nota ha lo scopo di fornire informazioni precise e dettagliate per portarvi a conoscenza della situazione. Per poter ottenere dei risultati positive è necessario elaborare una  strategia di azione che deve essere sostenuta dalla chiarezza e non  dalla demagogia, e soprattutto necessita di una partecipazione convinta della categoria…..Ognuno può trarre le proprie conclusioni. Lo sciopero del 22 luglio ci sembra un ‘ottima occasione da una parte per riaffermare il rispetto delle regole che ci tutelano e per affermare i nostri diritti e dall’ altra di ribadire la centralità dell’atto medico nel nostro ambito lavorativo.Restiamo a disposizione per chiunque avesse necessità o problemi. Cordiali saluti

Giulio CECCHINI                               Floriana PETROGALLI


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